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La bellezza che salva

La Dedicazione del Museo diocesano di Milano al cardinale Carlo Maria Martini, nel 90° anniversario della nascita, non è un semplice gesto di gratitudine nei confronti del Pastore che tenacemente lo volle. Martini ebbe una attenzione e una sensibilità profonda nei confronti dell’arte che va oltre il mero aspetto artistico. Invitando ad una lettura integrale, suggeriamo un passaggio della Lettera Pastorale del 1999, dal significativo titolo “Quale bellezza salverà il mondo?” “Mi è entrata nel cuore la domanda che Dostoevskij, nel suo romanzo L’idiota, pone sulle labbra dell’ateo Ippolit al principe Myskin. “E’ vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la ‘bellezza’? Signori – gridò forte a tutti – il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza… Quale bellezza salverà il mondo?”. Il principe non risponde alla domanda (come un giorno il Nazareno davanti a Pilato non aveva risposto che con la Sua […]

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MEF, MIUR, SIDI, PTOF, CLIL, ECDL

L’inarrestabile valanga di sigle travolge il mondo della scuola. In un proliferare incontrollato di acronimi navigano a vista i docenti meno pagati d’Europa e le famiglie che in questi giorni arrancano sui server sovraccarichi del ministero per iscrivere i propri figli a scuola. Si parla addirittura di interrogazioni parlamentari, mentre il Miur (leggi Ministero dell’Istruzione) si difende e spiega che la responsabilità del disservizio è del MEF (Ministero delle Finanze): parliamo del mancato pagamento degli stipendi a diverse decine di migliaia di supplenti. Pare che ci siano problemi sul SIDI (e te pareva!), il portale usato dalle scuole per pagare i docenti. Ma le scuole sono impotenti: il loro “borsellino elettronico” è vuoto. E così gli stipendi da ottobre scorso non si pagano, semplicemente perchè il capitolo di spesa del Miur per il 2016 è esaurito, punto e a capo. Si aspetta che arrivino i soldi dell’anno nuovo, alla faccia […]

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Creare memoria

In questi giorni di “memoria” ho accompagnato una 5ª superiore di un Istituto Professionale, indirizzo Sociale, a vedere uno spettacolo ispirato a Se questo è un uomo di Primo Levi. La messa in scena non era all’altezza: i dialoghi deboli, monotona la teatralizzazione, complessivamente noiosa l’atmosfera. Peccato, ma capita. I 300 alunni/e presenti si sono comportati meglio del previsto. La poca confusione in sala era dovuta però più al disinteresse che alla compostezza. [...]

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Il “credibile disponibile” sta finendo?

Anni fa ho letto una pagina illuminante di Paul Ricoeur, il grande filosofo francese, sulla quale non ho mai smesso di riflettere. A proposito della condizione in cui si trova una società in ogni momento della sua storia, egli parlava di un certo livello e di una certa qualità di “credibile disponibile”. Cos’è questa strana cosa? Potremmo dire che sia la quantità e soprattutto il tipo di cose in cui una società è disposta a credere. In definitiva, ciò che quella società spera di ricevere dalla sua storia prossima: dalle sue fortune, dal suo impegno in ogni settore. Ma anche da chi la guida e da chi rappresenta, o può rappresentare, aperture sul futuro, sul progresso, sul miglioramento delle condizioni di vita e sugli stati d’animo diffusi. Il credibile disponibile riguarda ovviamente anche la sfera religiosa e le istituzioni che la rappresentano. Ora la domanda che rivolgo al lettore è: […]

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Buon 2017… nel segno luterano di Bach

Nel 2017 saranno trascorsi 500 anni dall’anno in cui Martin Lutero presentò le sue 95 tesi, inviate ai vescovi il 31 ottobre 1517, episodio che segna l’inzio alla riforma protestante. Per questo, gli auguri di Capodanno li prendiamo da uno degli interpreti più illustri del luteranesimo, Johann Sebastian Bach. Il “maestro di cappella di sua altezza serenissima il principe di Anhalt-Cöthen” compose il suo “Piccolo libro d’organo” (in tedesco Orgelbüchlein, BWV 599-644),  una raccolta che non aveva solo fini didattici (per offrire “a un organista principiante il metodo per sviluppare in tutte le maniere un corale, in cui possa anche perfezionarsi nello studio del pedale, perché nei corali che qui si trovano il pedale è trattato in modo strettamente obbligato”) ma, come tutte le opere di Bach, il Piccolo Libro fu dedicato “All’Altissimo Iddio solo per onorarlo e al prossimo affinché si istruisca”. Dei 46 corali dell’Orgelbüchlein dedicati a vari momenti […]

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LA STELLA. Una poesia natalizia

di Edmond Rostand   Un grande augurio da Synesio a tutti quelli che cercano, perdono, ritrovano le stelle senza mai venir meno!   Perdettero la stella un giorno. Come si fa a perdere la stella? Per averla troppo a lungo fissata… I due re bianchi, ch’erano due sapienti di Caldea, tracciarono al suolo dei cerchi, col bastone.   Si misero a calcolare, si grattarono il mento… Ma la stella era svanita come svanisce un’idea, e quegli uomini, la cui anima aveva sete di essere guidata, piansero innalzando le tende di cotone.   Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri, si disse: “Pensiamo alla sete che non è la nostra. Bisogna dar da bere, lo stesso, agli animali”.   E mentre sosteneva il suo secchio per l’ansa, nello specchio di cielo in cui bevevano i cammelli egli vide la stella d’oro che danzava in silenzio.

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E che sia un Natale SYN

SYN è la sigla abbreviata di SYNesio. Non sono un glottologo ma mi piace pensare che nel nome che ci identifica ci sia quel “con” di ellenica memoria.  Un anelito al confronto, alla ricerca dell’altro, seppur diverso, nella passione della ricerca della sintesi. In una parola: unità. Eppure in questi giorni di unità se ne vede in giro davvero poca. Merce rara, come i saldi prima di Natale. Già, il Natale. Si avvicina inesorabile mentre la divisione impera e lacera le coscienze. Sindaci che chiedono scusa, altri che si sottraggono per leggere le carte. Partigiani divisivi di un istante che non diventa mai progetto inclusivo, partecipativo, invitante. In questa concitata schizofrenia ho trovato ieri casualmente una SYNtesi. Insegnando da precario da vent’anni nella scuola pubblica ogni settimana (mi) interrogo cinquecento studenti. Una di loro mi ha indicato la via per ricomporre l’unità. Francesca, 21 anni, mia alunna qualche anno fa. […]

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