Scritture di luce in Africa

29 Ott

2018

Scritture di luce in Africa

di Agnese Novelli

È iniziato da poco -il 27 ottobre – e si concluderà il 15 novembre “Time Has Gone”, la nona edizione del LagosPhoto Festival, che esplora le modalità attraverso le quali il passato, il presente e il futuro interagiscono all’interno del mezzo fotografico. Il Festival internazionale nigeriano affronta il tema “Tempo” da diversi punti di vista: come movimento, come documentazione e conservazione, come intimità di una storia. Tempo, un concetto così ampio che i nostri scienziati, pensatori, filosofi, matematici, astrofisici hanno dichiarato di capirci ben poco. Forse solamente sant’Agostino si è avvicinato a dare una risposta promettente sul tema. Diceva: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. Esiste la presenza di un passato e di un futuro: “…senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente”. Agostino propone di pensare al passato e al futuro come presente: il passato come «memoria», il futuro come «attesa». La memoria e l’attesa sono presenti. E il presente è «visione». Il tempo per Agostino è una dimensione dell’anima, è lo spirito umano che ordina e raccoglie le esperienze esterne che rischiano la dispersione e l’oblio. Il tempo è relazione.

In questo mistero si sono immersi i quattro curatori del Festival per indagare con le scritture di luce: Eva Barois De Caevel, Wunika Mukan, Charlotte Langhorst e Valentine Umansky. Dal loro lavoro emerge la non linearità del tempo e la complessità della nostra esperienza.

Azu Nwagbogu è fondatore e direttore della Fondazione African Artists. Del tema dice: ““Solo dopo aver fatto i conti con l’eredità del nostro passato possiamo costruire un nuovo racconto dell’Africa, fatto di storie che si contraddistinguano per la loro forza e verità”.

L’Africa è anche workshop, tavole rotonde, incontri con artisti e critica artistica; non solo guerre, fame e malattie. La fotografia contemporanea in Nigeria si caratterizza per l’impegno nell’esplorazione delle questioni storiche e contemporanee, nella promozione di programmi sociali, in particolare per le donne, e nella riqualificazione e coinvolgimento di spazi pubblici per le mostre.

Bisogna partire da qui per l’integrazione: non pietà e buonismo, ma ammirazione e collaborazione.

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