Il tempo del racconto

31 Gen

2018

Il tempo del racconto

Dal 18 al 23 febbraio ad Ariccia, Il portoghese don José Tolentino Mendonça, teologo, poeta e narratore condurrà gli Esercizi spirituali di papa Francesco e dei membri della Curia romana. «Elogio della sete»: è questo il tema delle meditazioni. Nato nell’ isola di Madeira, la terra dei fiori, don José abita e lavora nella capitale, Lisbona “un territorio di frontiera, vecchia città d’ Europa che si apre all’ ignoto: forse anche questo è il suo fascino”.

Ho letto vari interventi di don Tolentino Mendonça e, nelle sue parole, ho trovato una conferma del cammino intrapreso da noi di Synesio: «Abbiamo un gran bisogno di racconti: sono modi di conoscenza più efficaci, sono fatti del tessuto del vissuto, creano dei meccanismi di identificazione e ci coinvolgono interamente, cervello, cuore, memoria, inconscio. Si può dire che raccontare storie ha una funzione spirituale. Non è un caso che la Bibbia sia un magnifico serbatoio di storie! Pensiamo alle parabole, alle tante storie di vita quotidiana, con personaggi che hanno sorrisi e lacrime. Noi, tramite loro, possiamo dire: “Sono io il cieco, sono io Zaccheo! La Samaritana? Sono io! La Bibbia è una storia incarnata».

Anche la sua visione per una spiritualità del presente mi trova concorde. Afferma: «Abbiamo costruito esperienze religiose con troppi muri: un convento, un monastero, una parrocchia e i suoi muri e la sua autosufficienza. E per questo paghiamo un costo in solitudine e in poca efficacia missionaria. Una parrocchia, un convento, un monastero dovrebbero essere antenne, sonde che catturano la voce del mondo. Talvolta le nostre comunità sono sorde, hanno dimenticato questa risorsa di vita che è l’incontro con l’altro, e con l’altro più fragile, più malato, più bisognoso».

Perciò come rendere il mondo un luogo della Parola? Ecco cosa ricorda don José: «Il Signore ci domanda: “Dov’ eri tu quando io avevo fame e sete, quando ero in prigione, quando avevo bisogno di aiuto? Dov’ eri? Questa è una domanda ardente, incancellabile. Dobbiamo recuperare una capacità di attenzione alla realtà che non abbiamo più e, nell’ incontro con l’altro, riconoscere Cristo nel mezzo della storia, altrimenti il mondo diventerà un luogo di silenzio».

Ecco alcune importanti parole con alcune sue semplici frasi a commento.

Pastori

“Sembriamo, in certi momenti, degli scrittori di guide di viaggio per luoghi che non abbiamo visitato mai”.

Profezia

“I momenti in cui non si conosce sono più interessanti”.

Missione

“Quando ci rapportiamo con l’ignoto esso si rivela”.

Speranza

“Non son i viaggiatori che trovano le strade ma sono le strade che trovano i viaggiatori”.

Leggere

“L’arte di leggere non è altro che l’arte di amare”.

 

Biografia

José Tolentino Mendonça, sacerdote e poeta, è una delle voci più autorevoli e note della cultura portoghese. Attualmente è Vice-Rettore e Docente dell’Università Cattolica di Lisbona e consultore del Pontificio Consiglio della Cultura. Le sue poesie e i suoi saggi sono stati tradotti in molte lingue e nel 2014 ha rappresentato il Portogallo nella Giornata Mondiale della Poesia. I suoi principali rimandi letterari sono La Bibbia e il suo conterraneo Herberto Helder.

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