Tornare a pe(n)sare la vita con attenzione

20 Ott

2017

Tornare a pe(n)sare la vita con attenzione

Il cardinal Martini, più volte ha fatto uso di un adagio che non sempre è stato percepito bene e che possiamo riassumere così: “Meglio un non credente che pensa, che un credente che non pensa”. Naturalmente, questo significa che un credente capace di pensare la sua fede è davvero un valore aggiunto (e questo non lo si è sottolineato mai abbastanza). Ora, la mia impressione è che, negli ultimi decenni (da metà degli anni 90, almeno…), molti – credenti e non – hanno smesso di esercitare questo dono fondamentalmente che appartiene alla donna e all’uomo in maniera specifica: quello di “vivere pensando”. Vivere la famiglia, pensando; vivere il lavoro, pensando; vivere la fede, pensando. Pensiero non è teoria (anche se la teoria fa parte del sistema-pensiero); pensiero, anche etimologicamente, è “capacità di pesare il reale”, di “ponderare l’esistenza”, e di farlo con attenzione.

Il credente (ma anche il non credente) che pensa è, dunque, colei/colui che “pesa la propria vita”, che la misura su una bilancia ben tarata e adatta allo scopo. Il credente che pensa/pesa l’esistenza sulla bilancia del Vangelo e della tradizione cristiana. Ora, chiediamoci: chi mette ancora in opera questo “sistema”?

Per decenni, dicevo, sono scomparsi i maestri; alcuni li abbiamo dimenticati (chi legge ancora Milani, Mazzolari, Balducci, Turoldo… ai propri figli?); e abbiamo ridotto il credere a una serie di gesti sempre più distanti (perché poco pesati) dal nostro vivere. Così siamo diventati solo devoti. Abbiamo parlato senza neppure accorgerci dello scempio persino di atei devoti e ci siamo messi alla loro scuola.

E’ necessario tornare a pensare/pesare la nostra vita, prima che sia troppo tardi. Il primo passo per farlo, è ricordare che siamo parte di una storia. E che, in questa storia (che è comunque la nostra) ne va della vita (che è ancora la nostra), sia che crediamo sia che non crediamo.

Perciò sarà sempre meglio un non credente che pe(n)sa, che un credente che non pe(n)sa la vita con attenzione.

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